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La Chiesa Cattolica in Australia  

L'arrivo del Cattolicesimo in Australia

Quando nel 1788 la prima flotta britannica sbarcò in Australia per fondare la prima colonia penale, la Chiesa Anglicana era l'unica religione ammessa. Più volte si tentò di portare dei preti Cattolici nella colonia ma senza successo: i Cattolici delle colonie penali erano costretti a partecipare alla Messa domenicale Anglicana per non subire la riduzione della razione quotidiana.
Nel 1792 la petizione per garantire un prete Cattolico ufficiale per la colonia non portò frutti e i Cattolici continuarono a rivolgersi ai cappellani Anglicani per cerimonie come battesimo, matrimoni e funerali. Nel 1802 erano oltre 1700 i Cattolici in Australia ma questa comunità in fiore non aveva ancora un prete Cattolico che se ne curasse.

Bisognò aspettare fino all'aprile del 1803 perché il Governatore autorizzasse la celebrazione della prima Messa per un gruppo di forzati a The Rocks, evento commemorato in una vetrata artistica all'interno della Cattedrale di St Mary. I preti della colonia penale celebravano la Messa quando e dove era possibile.

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Nel 1819, dopo le numerose richieste e una Commissione di Indagine, due sacerdoti furono autorizzati ufficialmente dal governo della colonia a prendersi cura dei cattolici del Nuovo Galles del Sud. Frate John Joseph Thierry fu una figura importante nella storia di questa giovane colonia.

Il 12 maggio 1834 fu istituito il Vicariato Apostolico di New Holland e Padre John Bede Polding fu nominato Vicario Apostolico con giurisdizione su quel territorio noto oggi come Commonwealth of Australia.

Il primo vescovo

John Bede Polding, monaco Benedettino inglese, fu il primo vescovo Cattolico australiano. Il suo sogno era di istituire una Chiesa fondata sugli ideali monastici inglesi, ma i sacerdoti di Polding erano in maggioranza preti secolari irlandesi e avevano altri progetti. I loro sforzi e quelli dei vescovi irlandesi assegnati alle nuove diocesi, grazie alle particolari caratteristiche geografiche e sociali dell'Australia, sovvertirono la visione di Polding.

Il clero irlandese dominò la vita Cattolica australiana fino agli anni '30 quando i sacerdoti australiani divennero più numerosi.

I Cattolici nel dopoguerra

Gli anni '50 registrarono un vero e proprio boomper l'Australia cattolica. Il numero di cattolici si moltiplicò rapidamente, incrementando la percentuale di cattolici nella popolazione australiana, e vennero istituite nuove parrocchie. La comunità Cattolica era cresciuta realizzando il sogno di quei vescovi irlandesi che nel secolo precedente si erano impegnati allo scopo di creare una Chiesa solida sul modello di quella irlandese.
Gli imponenti cambiamenti sociali dell'Australia degli anni '60 e '70 ed i flussi migratori del dopoguerra provenienti da Italia, Libano, Vietnam ed altri paesi modificarono la situazione. I nuovi arrivati volevano seguire la Messa nella loro lingua madre e chiedevano scuole per i loro figli. La Chiesa richiese sacerdoti dai paesi d'origine degli emigranti e costruì nuove scuole e nuove chiese.

Un aspetto importante dell'istruzione Cattolica degli ultimi trent'anni è stato iscrivere studenti di famiglie non di lingua inglese. Nel sistema scolastico di Sydney il 50% degli alunni ha almeno un genitore non di lingua madre inglese. Naturalmente le nuove generazioni di cattolici australiani provenienti da paesi e aree come Libano, Corea, Filippine, Hong Kong, Sud America, Sud-Est asiatico e più recentemente Sudan mantengono la tradizione di dare ai propri figli un'istruzione cattolica.

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