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Per la prima volta in Africa la Croce della GMG  

Al termine della Messa delle Palme, il 9 aprile scorso, in presenza di Benedetto XVI, è avvenuta l'ormai consueta tradizione del passaggio della Croce delle GMG e dell'Icona della Vergine Salus Populi Romani. I giovani tedeschi, organizzatori della GMG di Colonia 2005, le hanno consegnate ai loro coetanei australiani che ospiteranno la prossima GMG di Sydney nel luglio del 2008.

In quest'occasione il Papa ha annunciato che, prima di giungere in Oceania per il pellegrinaggio preparatorio della GMG 2008, fino al prossimo febbraio, la Croce e l'Icona mariana faranno "tappa in alcuni paesi dell'Africa, per manifestare la vicinanza di Cristo e della sua Madre alle popolazioni di quel Continente, provate da tante sofferenze" (S.S. Benedetto XVI, Angelus, 9 aprile 2006). Pur essendo il continente che, forse più degli altri, ha bisogno della speranza che annuncia la Croce e della consolazione che elargisce la Madre del Signore, finora l'Africa era l'unica terra non ancora raggiunta da questo cammino di fede, cominciato ventidue anni or sono. Nel 2005, il Pontificio Consiglio per i Laici aveva presentato a tutte le conferenze episcopali africane l'idea di un pellegrinaggio della Croce e dell'Icona della Vergine nel loro continente, e molte di esse avevano risposto aderendo con entusiasmo al progetto.

Certo, l'Africa è grande e il tempo a disposizione per questo pellegrinaggio è limitato; tuttavia, malgrado alcune nazioni - spesso per motivi politici e socio-economici - non siano in grado di accogliere la Croce e l'Icona, ben 20 paesi sono coinvolti nel pellegrinaggio: Senegal, Guinea Bissau, Gambia, Ghana, Togo, Burkina Faso, Niger, Camerun, Gabon, Congo Brazzaville, Burundi, Rwanda, Tanzania, Malawi, Zambia, Botswana, Swaziland, Mozambico, Sud Africa, Madagascar. Così, subito dopo la cerimonia di passaggio tra i giovani tedeschi e i loro coetanei australiani la Croce e l'Icona sono partite per Dakar, prima tappa in Africa. La Chiesa del Senegal ha riservato loro una festosa accoglienza. Poiché in questo paese i cristiani sono una minoranza, le parole di papa Giovanni Paolo II, pronunciate il 22 aprile 1984 al momento della consegna della Croce e incise sulla sua placca, risuonano nel cuore dei giovani senegalesi come una missione a loro particolarmente indirizzata: "Annunciate a tutti che solo in Cristo, morto e risorto, c'è salvezza e redenzione". Senza lasciarsi scoraggiare dalle distanze e tanto meno dal sole cocente, essi hanno proclamato questo messaggio di redenzione con fervore, partecipando alle manifestazioni organizzate durante la settimana santa, tra cui una imponente Via Crucis, lunga più di sei chilometri.

L'affluenza alle veglie di preghiera e la devozione popolare che ha accompagnato questo pellegrinaggio sono state tali che in qualche diocesi, inaspettatamente, alcuni musulmani hanno voluto partecipare alle processioni.

Un altro momento significativo del pellegrinaggio è stato quando, consegnando la Croce e l'Icona alla diocesi di Ziguinchor, la Chiesa senegalese ha affidato a questi simboli la speranza di pace per quella regione del paese, martoriata da oltre 20 anni di ribellione. Lì, i giovani sono stati investiti della missione di diventare "la generazione non violenta". In risposta, essi hanno avviato una "marcia della pace" che ha portato la Croce e l'Icona in tutto il territorio diocesano, poi in Guinea Bissau e in Gambia.

Dal 19 maggio all'11 giugno, il pellegrinaggio si è trasferito in Ghana. Qui, come in Senegal, la Croce e l'Icona hanno riscosso un successo inaspettato presso la gente, cristiana e non. A questo evento alquanto singolare, moltissimi hanno risposto con curiosità ed entusiasmo, ma soprattutto accogliendo con fede questi simboli forti, che si sono fatti vicini alla popolazione, viaggiando su camioncini scoperti per le polverose strade delle città, dei villaggi e delle campagne del Ghana. Il calendario degli eventi programmati è saltato più volte a causa della grande folla che, pazientemente in fila, voleva toccare e adorare questi oggetti sacri, pregando davanti a essi. In altre occasioni le popolazioni, richiamate dalle campane e dai tamburi che annunciavano il passaggio del convoglio della Croce e dell'Icona nei loro villaggi, sono uscite per le strade per acclamarle e per toccarle, interrompendone il viaggio.

Il 12 giugno, il passaggio della Croce e dell'Icona dal Ghana al Togo è avvenuto alla frontiera tra i due paesi con una cerimonia ricca di commozione. Come nelle tappe precedenti, è stata tutta la Chiesa ad accogliere la Croce dei giovani e l'Icona della Vergine, dai laici ai religiosi, dai missionari ai Vescovi.

Il pellegrinaggio è tuttora in corso, nel momento in cui scriviamo, ma l'eco che ci perviene ci racconta di un'intera nazione coinvolta in veglie che durano tutta la notte, di chiese affollatissime per la Messa attorno alla Croce e all'Icona. Al di là dei canti e dei balli che in Africa ritmano il cammino della Croce e dell'Icona, il "pellegrinaggio" ha offerto e offrirà alla Chiesa di questi Paesi l'occasione per proporre una catechesi sul significato della Croce nella vita del cristiano e sull'importanza del culto mariano nella Chiesa. Ed i frutti sono già molto belli e numerosi.

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